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Latte e salvia, latte e miele. Il “sistema duale” è vincente alla Centrale del Latte

Alessandria, 18 maggio 2016

“Riceviamo 60mila litri di latte al giorno, ne confezioniamo 45mila (tra latte e panna) ed il resto diventa formaggio” sono pagine bianche quelle descritte dal direttore generale Franco Butti che raccontano di una filiera produttiva di un settore italiano veramente importante che è interpretato con grande professionalità dalla Centrale del Latte di Alessandria e Asti.

Dietro a quel marchio ci sono 13 stalle con una filiera di 400 persone, 60 distributori che servono oltre 4000 clienti, un mondo: mucche, foraggi, il governo di un territorio.
“Quando bevo un bicchiere di latte compio un atto agricolo” sottolinea Butti riportando Farinetti ed hanno ragione.

Questa Centrale del latte ha da anni relazioni con le scuole (Saluzzo-Plana, vinci, Migliara, Volta, Università del Piemonte Orientale), nell’anno 2014-2015 ha accolto 1300 ragazzi, ed il trend dell’ospitalità sarà praticamente simile anche quest’anno: “non solo possono annusare quanto si fa nella nostra azienda ma gli studenti si possono rendere conto della ricaduta pratica di ciò che imparano sui banchi. Una formula, una tabella al computer potrebbe significare saper leggere la produttività delle stalle. Quelle formule sono strumenti per fare qualche cosa d’altro, per risolvere un problema, organizzare la qualità del latte.”

E’ un signore appassionato il direttore Butti che con due figli già grandi, 26 anni la figlia e 22 il figlio, una moglie pianista, si sente di suggerire le ricette della salute per tutta la famiglia: “un bicchiere di latte al mattino con i biscotti, un pezzo di formaggio con un calice di rosso a pranzo, un bicchiere di latte e miele o salvia la sera e per combattere la tosse”. Semplice per un ragazzo degli anni cinquanta ma oggi spesso le diete tolgono il latte e quindi Butti reagisce: “ le campagne contro il formaggio o il latte probabilmente perdono di vista le misure corrette. La crisi di oggi ha ridotto i consumi del 2% che, sembra poco ma, sono tonnellate di latte e formaggi in meno.”

La Centrale del Latte di Alessandria e Asti tuttavia prosegue il suo ritmo produttivo e serve otto province (Alessandria, Asti, Pavia, Cuneo, Savona, Imperia, Lucca, Torino) e si spinge anche nel Milanese e ospita normalmente stagisti sia delle Università, impegnati nei laboratori dell’azienda, che tecnici amministrativi e commerciali. Sul tema quindi dell’alternanza scuola-lavoro la Centrale ha una decennale esperienza e sul nuovo “sistema duale” è pronta: “ i ragazzi oggi sono come eravamo noi, cioè alla ricerca di qualcuno che ci rendesse ragione del mondo in cui ci trovavamo. Abbiamo quindi a che fare con dei giovani che approcciano il mondo del lavoro che genera prodotti e desiderano comprendere il valore, il senso di questo alimento. Il significato di un lavoro fatto bene, a partire dalle stalle per proseguire con la catena del freddo e arrivare al consumatore, può essere studiato e qui analizzato. E’ entusiasmante, pensi che una delle nostre prime stagiste è oggi il nostro responsabile del controllo di gestione.”

di Efrem Bovo

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